Giorno: 11 Marzo 2019

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di Giuseppe Pietrobelli VICENZA (9 novembre) – Le ruspe cancellano montagne di oggetti, i ricordi di una vita. E l’acqua è una maledizione, per il povero Giuseppe Spigolon, il pensionato annegato in garage.Piove a dirotto su ciò che rimane, le case e le strade già ripulite, mentre si celebra un funerale simbolo del dolore e della disperazione di tutti. Piove a dirotto su ciò che appartiene al passato, una montagna informe di oggetti accatastati su un piazzale a Rettorgole, non lontano dalla tenda dei No-Dal Molin. Sembra una baraccopoli alla periferia delle città del Terzo Mondo. Sembra una discarica, dove si gettano le cose che non servono più. Letti. Poltrone. Televisioni. Scarpe. Una serie infinita di frigoriferi e lavatrici. Sacchetti e cassette. Carte e fotografie, album di famiglia e giornali. Orsacchiotti e bambole infradiciate dalla pioggia. Ci sono pezzi di marciapiede e di grondaie, tappeti e scaldabagno, tende e divani. Fino a pochi giorni fa erano oggetti vivi di una comunità tranquilla e ordinata alle porte di Vicenza. Adesso li stanno caricando con le ruspe sui camion. Ancora poche ore di lavoro e tutto sarà scomparso. Pioveva a dirotto lunedì scorso, quando il pensionato Giuseppe è finito in trappola nello scantinato, travolto dall’onda di piena del Timonchio appena esondato alla curva di Cresole. Grandina quando il carro funebre che lo porta verso la chiesa ha attraversato il confine tra Vicenza e Caldogno. L’acqua non lo ha abbandonato per un attimo, gli ha dato un po’ di tregua solo quando è uscito per andare al camposanto. Cresole è tutta dentro la parrocchiale, stretta attorno all’unica vittima di questo paesino di tremila anime che ancora sta combattendo contro l’alluvione. «Giuseppe è il nostro capofila, ha già attraversato il fiume ed ora è sull’altra riva» può dire il prete che concelebra la messa …
Giorgietta on